Archlinux con RAID ed LVM

Inserito da il17 February 2011

In questa guida viene spiegato come installare Archlinux creando un sistema Raid (1) ed LVM.

La guida può avere carattere generale, infatti i passi per creare un raid software e la gestione di LVM è la stessa su ogni sistema linux, la differenza stà poi nell’adattare i passi alla distribuzione utilizata.

Il RAID (Redundant Array of Independent Disks) viene definito da wikipedia come: un sistema informatico che usa un insieme di dischi rigidi per condividere o replicare le informazioni.

L’utilizzo di un sistema RAID permette di avere un certo margine di sicurezza per quanto riguarda un disk-failure.
Per maggiori info riguardanti il RAID si possono leggere le informazioni riportate su wikipedia.
Qui si spiega l’uso di un sistema RAID 1, ma può essere facilmente estesa ad un RAID 5.
Da notare che per una configurazione in raid 1 servono almeno 2 dischi, mentre per una in raid 5 ne occorrono almeno 3.
La macchina è equipaggiata con 2 dischi SATA (sda ed sdb) ed un cd ide.
Accendere la macchina con il cd di installazione (in questo caso la scelta è ricaduta sulla versione core),ed al prompt di login digitiare come user root e poi INVIO (non c’è password).
La prima cosa (per comodità) è impostare la tastiera in italiano:

[root@archiso ~]# loadkeys it
Loading /usr/share/kbd/keymaps/i386/qwerty/it.map.gz

Volendo si può continuare impostando la rete ed attivare ssh per eseguire l’installazione da remoto (come in questo caso).

[root@archiso ~]# ifconfig eth0 172.17.13.116 netmask 255.255.255.224
[root@archiso ~]# route add default gw 172.17.13.123
[root@archiso ~]# /etc/rc.d/sshd start

Se si vogliono raggiungere siti esterni sarà necessario impostare i dns sul file /etc/resolv.conf.  Altra operazione sarà quella di fornire una password all’utente root tramite il comando passwd altrimenti non sarà possibile eseguire il login via ssh.

Dopo aver effettuato il login si procede con il partizionamento dei dischi.
Lo schema delle partizioni sarà il seguente:

  • partizione da 100MB (sda1) per il bootloader che verrà poi montata in /boot (raid 1)
  • partizione di swap (sda2) da 1GB (raid 1)
  • il resto del disco (sda3) per il sistema e le home degli utenti (anche questa in raid 1 ma può essere anche fatta in raid 5)

NB: La partizione di boot non può essere creata con un raid 5 perchè il boot loader (grub) non riesce ad accedere a questo tipo di partizioni.

Per eseguire il partizionamento eseguire cfdisk:

[root@archiso ~]# cfdisk /dev/sda

Dalla schermata selezionare NEW, Primary, impostare la dimensione a 100 (MB), la posizione sarà all’inizio dello spazio libero (Beginning), e poi si applica il flag per il boot (bootabile). La partizione sarà di tipo FD (Linux raid autodetec).
Procedere come sopra per la partizione di swap avendo cura di selezionare la nuova dimenzione e NON impostando il flag di boot, il tipo sarà sempre FD.
Il resto del disco verrà usato per lo spazio dati vero e proprio (root ed home) sempre FD.
Terminato il partizionamento, si salva la tabella delle partizioni tramite la selezione del comando WRITE, e tramite QUIT si esce da cfdisk.
Queste operazioni vanno eseguite su tutti i dischi fissi che si hanno a disposizione.
Per velocizzare le operazioni è possibile eseguire una copia della tabella delle partizioni del primo disco e poi copiarla sugli altri.
Per eseguire la copia digitare

[root@archiso ~]# sfdisk -d /dev/sda > table

Per impostarla sul nuovo disco

[root@archiso ~]# sfdisk /dev/sdb < table
		Checking that no-one is using this disk right now ...
		OK

		Disk /dev/sdb: 1566 cylinders, 255 heads, 63 sectors/track

		sfdisk: ERROR: sector 0 does not have an msdos signature
		/dev/sdb: unrecognized partition table type
		Old situation:
		No partitions found
		New situation:
		Units = sectors of 512 bytes, counting from 0

		Device Boot    Start       End   #sectors  Id  System
		/dev/sdb1   *        63    192779     192717  fd  Linux raid autodetect
		/dev/sdb2        192780   2184839    1992060  fd  Linux raid autodetect
		/dev/sdb3       2184840  25157789   22972950  fd  Linux raid autodetect
		/dev/sdb4             0         -          0   0  Empty
		Successfully wrote the new partition table

		Re-reading the partition table ...

		If you created or changed a DOS partition, /dev/foo7, say, then use dd(1)
		to zero the first 512 bytes:  dd if=/dev/zero of=/dev/foo7 bs=512 count=1
		(See fdisk(8).)

Verificare con cfdisk che tutto sia andato a buon fine:

[root@archiso ~]# cfdisk /dev/sdb

Ora si continua con la creazione del raid. La prima operazione è quella di caricare i moduli per usare il raid, si userà solo il raid1 per cui il modulo raid5 in questo caso è superfluo

[root@archiso ~]# modprobe raid1
[root@archiso ~]# modprobe raid5

Adesso si può creare realmente il raid, per farlo si usa l’utility mdadm, si rimanda al suo manuale per ogni ulteriore informazione a riguardo.
Per la creazione del primo array per la partizione di boot si digiti:

[root@archiso ~]# mdadm --create /dev/md1 --level=1 --raid-devices=2 --metadata=0.90 /dev/sda1 /dev/sdb1
		mdadm: array /dev/md1 started.

Il parametro –metadata=0.90 si inserisce per risolvere un problema relativo a grub che altrimenti non si installerebbe sulla partizione restituendo l’errore “Filesystem type unknown, partition type 0xfd“.

Si crei ora l’array per la swap e poi quello per i dati

	[root@archiso ~]# mdadm --create /dev/md2 --level=1 --raid-devices=2 /dev/sda2 /dev/sdb2
		mdadm: Note: this array has metadata at the start and
			may not be suitable as a boot device.  If you plan to
			store '/boot' on this device please ensure that
			your boot-loader understands md/v1.x metadata, or use
			--metadata=0.90
		Continue creating array? y
		mdadm: Defaulting to version 1.2 metadata
		mdadm: array /dev/md2 started.
	[root@archiso ~]# mdadm --create /dev/md3 --level=1 --raid-devices=2 /dev/sda3 /dev/sdb3
		mdadm: Note: this array has metadata at the start and
			may not be suitable as a boot device.  If you plan to
			store '/boot' on this device please ensure that
			your boot-loader understands md/v1.x metadata, or use
			--metadata=0.90
		Continue creating array? y
		mdadm: Defaulting to version 1.2 metadata
		mdadm: array /dev/md3 started.

Nel caso in cui per la partizione dei dati si fosse voluto usare il raid 5 il comando sarebbe stato (almeno 3 dischi):

mdadm --create /dev/md3 --level=5 --raid-devices=3 /dev/sda3 /dev/sdb3 /dev/sdc3

ed il relativo device /dev/sdcX aggiunto ad ogni riga dei precedenti.

Per verificare lo stato del raid digitare

[root@archiso ~]# cat /proc/mdstat
		Personalities : [raid1] [raid6] [raid5] [raid4]
		md3 : active raid1 sdb3[1] sda3[0]
			11485379 blocks super 1.2 [2/2] [UU]
			[======>..............]  resync = 30.8% (3541248/11485379) finish=2.6min speed=49579K/sec

		md2 : active raid1 sdb2[1] sda2[0]
			996018 blocks super 1.2 [2/2] [UU]

		md1 : active raid1 sdb1[1] sda1[0]
			96256 blocks [2/2] [UU]

		unused devices: 

Per proseguire non è necessatrio attendere la fine della sincronizzazione dell’array.
Terminata la creazione del raid si può passare alla configurazione di LVM.
Per sapere cosa è LVM e come funziona si può leggere http://sourceware.org/lvm2/.
L’ operazione preliminare è quella di caricare il modulo

[root@archiso ~]# modprobe dm-mod

dopo di che si creano da prima i pv (Physical Volume)

[root@archiso ~]# pvcreate /dev/md3
Physical volume "/dev/md3" successfully created

e li si possono controllare con

[root@archiso ~]# pvdisplay
"/dev/md3" is a new physical volume of "10.95 GiB"
--- NEW Physical volume ---
PV Name /dev/md3
VG Name
PV Size 10.95 GiB
Allocatable NO
PE Size 0
Total PE 0
Free PE 0
Allocated PE 0
PV UUID yMtr3S-0Tl0-Vbuy-dEhV-jx98-1ucX-uts1iY

Ora si crea il vg (Volume Group) di nome dataarray

[root@archiso ~]# vgcreate dataarray /dev/md3
Volume group "dataarray" successfully created

Per controllarlo

[root@archiso ~]# vgdisplay
--- Volume group ---
VG Name dataarray
System ID
Format lvm2
Metadata Areas 1
Metadata Sequence No 1
VG Access read/write
VG Status resizable
MAX LV 0
Cur LV 0
Open LV 0
Max PV 0
Cur PV 1
Act PV 1
VG Size 10.95 GiB
PE Size 4.00 MiB
Total PE 2804
Alloc PE / Size 0 / 0
Free PE / Size 2804 / 10.95 GiB
VG UUID xR51Xu-i34F-hcoP-N1Wp-S1Cm-j2AS-EGghoN

Ultimo passo è quello di creare gli lv (Logical Volume) che diventeranno poi i volumi sui quali verrano montate la / e la /home

[root@archiso ~]# lvcreate --size 7.9G --name root dataarray
Rounding up size to full physical extent 7.90 GiB
Logical volume "root" created
[root@archiso ~]# lvcreate --size 3.0G --name home dataarray
Logical volume "home" created
[root@archiso ~]# lvdisplay
--- Logical volume ---
LV Name /dev/dataarray/root
VG Name dataarray
LV UUID YRXHC0-L4yv-4Nnk-d6kS-SPEo-Q6kK-xbuz78
LV Write Access read/write
LV Status available
# open 0
LV Size 7.90 GiB
Current LE 2023
Segments 1
Allocation inherit
Read ahead sectors auto
- currently set to 256
Block device 253:0

--- Logical volume ---
LV Name /dev/dataarray/home
VG Name dataarray
LV UUID x93XWk-7Qut-hvZ2-pqhB-Qq7s-YeeC-4ABdWX
LV Write Access read/write
LV Status available
# open 0
LV Size 3.00 GiB
Current LE 768
Segments 1
Allocation inherit
Read ahead sectors auto
- currently set to 256
Block device 253:1

Volendo si possono formattare gli array ed i LV, questo passo può essere svolto durante la fare di installazione, si riporatano i comandi per completezza nel caso in cui si voglia installare un sistema di questo tipo non in fare di installazione:

[root@archiso ~]# mkfs.ext2 /dev/md1
mke2fs 1.41.11 (14-Mar-2010)
Filesystem label=
OS type: Linux
Block size=1024 (log=0)
Fragment size=1024 (log=0)
Stride=0 blocks, Stripe width=0 blocks
24096 inodes, 96256 blocks
4812 blocks (5.00%) reserved for the super user
First data block=1
Maximum filesystem blocks=67371008
12 block groups
8192 blocks per group, 8192 fragments per group
2008 inodes per group
Superblock backups stored on blocks:
8193, 24577, 40961, 57345, 73729

Writing inode tables: done
Writing superblocks and filesystem accounting information: done

This filesystem will be automatically checked every 25 mounts or
180 days, whichever comes first. Use tune2fs -c or -i to override.

[root@archiso ~]# mkswap /dev/md2
mkswap: /dev/md2: warning: don't erase bootbits sectors
on whole disk. Use -f to force.
Setting up swapspace version 1, size = 996012 KiB
no label, UUID=1bc5ded3-8ef6-4e3a-9d1b-6f6b146d05fc

[root@archiso ~]# mkfs.ext4 /dev/dataarray/home
mke2fs 1.41.11 (14-Mar-2010)
Filesystem label=
OS type: Linux
Block size=4096 (log=2)
Fragment size=4096 (log=2)
Stride=0 blocks, Stripe width=0 blocks
196608 inodes, 786432 blocks
39321 blocks (5.00%) reserved for the super user
First data block=0
Maximum filesystem blocks=805306368
24 block groups
32768 blocks per group, 32768 fragments per group
8192 inodes per group
Superblock backups stored on blocks:
32768, 98304, 163840, 229376, 294912

Writing inode tables: done
Creating journal (16384 blocks): done
Writing superblocks and filesystem accounting information: done

This filesystem will be automatically checked every 23 mounts or
180 days, whichever comes first. Use tune2fs -c or -i to override.
[root@archiso ~]# mkfs.ext4 /dev/dataarray/root
mke2fs 1.41.11 (14-Mar-2010)
Filesystem label=
OS type: Linux
Block size=4096 (log=2)
Fragment size=4096 (log=2)
Stride=0 blocks, Stripe width=0 blocks
518144 inodes, 2071552 blocks
103577 blocks (5.00%) reserved for the super user
First data block=0
Maximum filesystem blocks=2122317824
64 block groups
32768 blocks per group, 32768 fragments per group
8096 inodes per group
Superblock backups stored on blocks:
32768, 98304, 163840, 229376, 294912, 819200, 884736, 1605632

Writing inode tables: done
Creating journal (32768 blocks): done
Writing superblocks and filesystem accounting information: done

This filesystem will be automatically checked every 25 mounts or
180 days, whichever comes first. Use tune2fs -c or -i to override.

Ora si può procedere con l’installazione della distribuzione. Digitiamo

[root@archiso ~]# /arch/setup

Si procede seguendo i passi forniti dall’installer, da prima si sceglie la sorgente di installazione (in questo caso il CD), si setta il time zone (opzionale), e si passa alla preparazione dei dischi (Prepare hard drive).
La preparazione degli hdd và fatta a mano (opzione 3 Manually configure block device and filesystem and mountpoints), selezionare l’opzione per prendere i device direttamtne da /dev/ e poi si impostano uno ad uno il filesystem (fs), una eventuale etichetta ed il punto di mount:

  • per /dev/md1 selezionare come fs ext2 e punto di mount /boot
  • /dev/md2 va impostata come partizione di swap
  • per /dev/mapper/dataarray-home selezionare come fs ext4 e punto di mount /home
  • per /dev/mapper/dataarray-root si scelga come fs ext4 e punto di mount /

Terminata la gestione dei dischi selezionare il parco software da installare (dase + base-devel) e verificare che almeno i pachetti per il raid ed lvm siano marcati per l’installazione (lvm e mdad).

Prima di eseguire la configurare il sistema si passi ad un’altra shell premendo ALT+F2 per ricreare il file di configurazione del raid /etc/mdadm.conf

[root@archiso ~]# mv /mnt/etc/mdadm.conf /mnt/etc/mdadm.conf.bk
[root@archiso ~]# mdadm --examine --scan >> /mnt/etc/mdadm.conf

premere ALT+F1 per tornare all’installazione e configurare il sistema:

  • nel file /etc/mkinitcpio.conf aggiungere mdadm e lvm2 alla riga HOOKS prima di filesystem
    HOOKS="base udev autodetect pata scsi sata mdadm lvm2 filesystems"
  • nel file /etc/rc.conf assicurarsi di impostare
    USELVM="yes"
  • in /etc/fstab verificare i punti di mount del fs.

Queste sono le modifiche fondamentali, poi chiaramente si possono eseguire tutte quelle che servono al caso specifico come i demoni di avvio, le impostazioni di rete, password di root ecc.
Per terminare l’installazione è necessario installare il bootloader.

Non rimane che riavviare e gioire del sistema in RAID ed LVM.

Per verificare che tutto sia andato a buon fine è possibile, dopo il primo riavvio ed aver atteso che gli array siano sincronizzati, staccare un disco e verificare che il sistema sia sempre in grado di avviarsi ed essere utilizzato. Verificato il funzionamento con un dico è possibile proseguire con il distacco dell’altro, ma solo dopo aver reinserito il primo e ricostruito l’array.
Per aggiungere un disco o partizione ad un array basta eseguire

[root@araida ~]# mdadm --add /dev/md3 /dev/sda3

questo reinserisce la partizione sda3 nell’array md3.

Nel caso in cui grub fosse installato solo su di un disco lo si può installare sugli altri (il sistema non sarebbe ingrado di trovare il bootloadr in caso di rottura del disco che lo contiene) digitando

[root@araida ~]# grub
grub> device (hd0) /dev/sdb
grub> root (hd0,0)
grub> setup (hd0)
grub> quit

AND THAT’S ALL FOLKS

Riprendiamo i lavori!!!

Inserito da il15 February 2011

Ciao gente

Come avrete notato il sito e la community sono rimasti fermi o quasi per un bel pò di tempo, le cause come al solito sono le più disparate, vuoi mancanza di tempo, poca voglia ecc…

Ora come ora abbiamo un pò ripreso in mano il sito, abbiamo aggiornato wordpress all’ultima versione, riscritto il tema ed installato qtranslate per cercare di dare ancora più visibilità al sito, anche in ambito internazionale.

Per quanto riguarda il tema è stato scritto quasi interamente sfruttando le caratteristiche del CSS3 ed usando veramente pochissime immagini (una o due): il logo è cambiato ora abbiamo il pinguino in stile Ghostbusters (che ad essere sinceri a noi piace più del precedente). Il layout è simile al precedente, comprende sempre due menu sui lati più uno subito sotto la testata.

La traduzione del sito (in inglese) è appena cominciata: per ora sono state tradotte solo la homepage e la sezione collabora, ma nei prossimi giorni troverete tradotte altre pagine e speriamo anche qualche articolo. Se qualcuno ha tempo/voglia di aiutarci nella traduzione è il benvenuto.

Detto questo è tempo di rimetterci a lavoro e cercare di far risalire Spaghettilinux ai vecchi livelli.

Dai gente vediamo di ridare lustro alla nostra community.

Recuperare file cancellati

Inserito da il10 December 2010

Può capitare di cancellare (per errore?) dei file importanti e questo è causa (se non si ha un backup) di molta frustrazione e talvolta (i file importanti? del capo) può portare ad essere vittime del bunga bunga (lascio a voi scoprire di cosa si tratti); per fortuna esistono vari tools atti al recupero di questi dati tra cui testdisk e autopsy.

Quando ci si trova a dover recuperare un file cancellato è molto importante non usare più il supporto fino a quando non si sia recuperato il file, questo perchè il file è recuperabile fintantochè non si è andati a “riscrivere” (mica voi di vostra spontanea volontà ma lo fa il sistema) sulla stessa porzione di disco (o parte di essa): quando un file viene “deletato” (in maniera normale) viene semplicemente eliminato il puntatore alla sua locazione nella tabella delle partizioni.

Detto ciò come procedere?

La prima cosa da fare è una copia del supporto (disco, penna usb ecc) interessato per non corre il rischio di continuare a fare danni (come se quelli già fatti non siano abbastanza), per creare la copia del disco è necessario avere a disposizione un altro supporto con spazio libero almeno quanto la capienza del disco che vogliamo recuperare e un po’ di tempo, tempo che varia a seconda delle dimensioni del supporto.

Precedentemente alla copia del disco si crei un file (di testo) che poi verrà cancellato, questo sarà il file che sarà poi ripristinato:

$touch /media/PENNEGAUSB4/prova_recupero_file && echo -e "\n Ecco il file che verrà cancellato per tentarne il ripristino. \n Speriamo bene :D" >> /media/PENNEGAUSB4/prova_recupero_file

$cat /media/PENNEGAUSB4/prova_recupero_file 

 Ecco il file che verrà cancellato per tentarne il ripristino.
 Speriamo bene 

$ls  /media/PENNEGAUSB4/
altro_file  prova_recupero_file

$rm /media/PENNEGAUSB4/prova_recupero_file
$ls /media/PENNEGAUSB4/
altro_file

Il file non viene più listato quindi non c’è (o meglio non è visibile).
La copia del disco può essere eseguita (dopo aver smontato il disco per garantire che nulla venga scritto nel frattempo) tramite il comando dd, un esempio, supponendo che il disco da copiare sia /dev/sdb, è:

$dd if=/dev/sdb conv=sync,noerror of=disk_img.dd
8060928+0 record dentro
8060928+0 record fuori
4127195136 byte (4,1 GB) copiati, 271,547 s, 15,2 MB/s

Ora che l’immagine è pronta bisogna verificare che questa ed il disco siano la stessa cosa, per farlo basta usare l’eseguibile md5sum e verificare che gli hash coincidano

$md5sum /dev/sdb
4c810b0dc6847520cfe1a092a1eaad7f  /dev/sdb

$ md5sum disk_img.dd
4c810b0dc6847520cfe1a092a1eaad7f  disk_img.dd

Adesso occorre prelevare qualche informazione sul disco che servirà per far funzionare correttamente testdisk

$fdisk -lu disk_img.dd 

Disco disk_img.dd: 4127 MB, 4127195136 byte
197 testine, 15 settori/tracce, 2727 cilindri, totale 8060928 settori
Unità = settori di 1 * 512 = 512 byte
Sector size (logical/physical): 512 bytes / 512 bytes
I/O size (minimum/optimal): 512 bytes / 512 bytes
Identificativo disco: 0x000437c9

 Dispositivo Boot      Start         End      Blocks   Id  System
disk_img.dd1            2048     8060927     4029440    b  W95 FAT32

Le stesse informazioni vengo fornite se fdisk viene eseguito sul device (se gli hash coincidono è come se si lavorasse sullo stesso device)

$ fdisk -lu /dev/sdb

Disco /dev/sdb: 4127 MB, 4127195136 byte
197 testine, 15 settori/tracce, 2727 cilindri, totale 8060928 settori
Unità = settori di 1 * 512 = 512 byte
Sector size (logical/physical): 512 bytes / 512 bytes
I/O size (minimum/optimal): 512 bytes / 512 bytes
Identificativo disco: 0x000437c9

Dispositivo Boot      Start         End      Blocks   Id  System
/dev/sdb1            2048     8060927     4029440    b  W95 FAT32

Quello che interessa è la geometria del disco (CHS dall’inglese cilindri testine e settori) che poi si deve settare su testdisk.
Non rimane che lanciare il programma di recupero:

$testdisk disk_img.dd

Si aprirà la schermata di testdisk con evidenziato il disco che gli è stato passato come parametro. Non si faccia caso all’avviso che appare in rosso (le operazioni che seguono possono essere eseguite anche da un normale utente, diverso se si lavorasse sul device) .
Per iniziare la procedura di recupero spostarsi con i tasti freccia su “PROCEED” e dare invio.

Selezionare ora il tipo di partizione (solitamente INTEL o NONE se si vuole controllare una partizione) e premere invio.
Successivamente si setta la geometria del disco selezionando la voce “Geometry” ed impostando i parametri che si sono appresi con il comando fdisk, per poi selezionare la voce “Analyse” per far partire la procedura di recupero.

Nella schermata successiva selezionare la voce “Quick Search”, successivamente all’individuazione della partizione (o delle partizioni) basta premere “P” per accedere ai file del disco. I file cancellati verranno mostrati in rosso.

Selezionare il file che si vuole ripristinare, premere “C” per salvarlo, selezionare il path dove scrivere il file e premere “Y” per copiarlo localmente. Ripetere queste operazione per tutti i file che si voglio recuperare.

Terminato di “ripristinare” tutti i file premere “Q” per uscire, poi invio ed ancora selezionare “QUIT” fino a quando non si chiude il programma.
Adesso è possibile godersi il file recuperato, andare a letto tranquilli ma soprattutto senza aver subito il bunga bunga da parte del capo…

$ls
disk_img.dd  guidarecuperodati  img_usbpenn.dd  prova_recupero_file  vol2-C...OrphanFiles.20060720.PDF  wifi

$ cat prova_recupero_file 

 Ecco il file che verrà cancellato per tentarne il ripristino.
 Speriamo bene 

Password di root dimenticata?

Inserito da il25 May 2010

State cercando di accedere al vostro sistema come utente root ma non ricordate più la password? State per cadere nello sconforto perchè credete di dover fare i salti mortali per recuperare la vostra password di amministratore? State pensando di dover reinstallare il sistema da capo? ALT FERMATEVI QUI E CONTINUATE A LEGGERE.

La procedura che segue consente di reimpostare una password all’utente root senza nessuna fatica, l’unica cosa da fare è aggiungere/modificare alcuni parametri da passare al sistema in fase di boot e quindi presuppone che abbiate accesso fisico alla macchina.

Al prompt di grub selezionate la riga da editare e premete “e” come “EDIT”, alla schermata successiva verrano visualizzate le righe che vengono eseguite quando viene selezionato il “TITLE” selezionato al passo precedente. Ora tramite i tasti freccia selezionare la riga che contiene qualcosa del tipo:

kernel /vmlinuz26 root=/dev/sda3 ro radeon.modeset=0 vga=791

premere ancora “e” per editare la riga e modificarla in

kernel /vmlinuz26 root=/dev/sda3 rw  init=/bin/bash radeon.modeset=0 vga=791

Completate le modifiche basta premere invio e poi “b” per far partire il sisitema, al termine della fase di avvio ci si troverà davanti ad una schell di root già autentica, a questo punto basta digitare il comando passwd per impostare la nuova password.

MOCA 2008

Inserito da il12 June 2008

Dal 21 al 24 Agosto 2008, presso il Parco “ex Caserma Di Cocco” (Pescara), si svolgerà la seconda edizione del Metro Olografix CAmp, un hacker camp in stile nord-europeo, ad accesso libero e gratuito.

L’evento si è già svolto 4 anni fa, ed ha riscosso una significativa participazione di pubblico, non solo in termini numerici ma anche in termini di coinvolgimento. Le parole chiave sono Pescara, Tenda e PC.

Dalle premesse anche l’evento di quest’anno sembra avere le stesse caratteristiche. Per chiunque volesse partecipare attivamente, gli organizzatori accettano suggerimenti sui talk, aree tematiche o altre iniziative entro e non oltre il 1 di agosto.

E’ sufficiente scrivergli, e tutti i riferimenti sono reperibili sul loro sito: http://camp.olografix.org